Musiche di Franz Lehàr
Libretto di aul Knepler e Bela Jenbach

Compagnia di Operette Alfafolies
Coro “Carmine Casciano”
Balletto Alfaballett
Scene e Costumi della Compagnia
Regia di Augusto Grilli

Durante una battuta di caccia nei pressi del castello di Lucca, la principessa Anna Elisa, sorella di Napoleone, incontra il musicista Niccolò Paganini. Questi deve dare un concerto al teatro di corte e ha fama di gran conquistatore, per cui il marito di Anna Elisa, il principe Felice, proibisce a Paganini di esibirsi. Il violinista genovese è furioso e solo Anna Elisa, che si sta perdutamente innamorando di lui, riesce a trattenerlo a corte. Felice è geloso, ma sua moglie gli ricorda di essere a conoscenza dei suoi trascorsi con la cantante Bella Giretti. Passano i mesi. Anna Elisa e Paganini si amano teneramente, ma il giovane violinista ha il vizio del gioco e ha perso molto denaro, tanto che ha dovuto impegnare persino il suo violino. Fortunatamente, ora è nelle mani del marchese Pimpinelli, gran cerimoniere di corte, che vuole da Paganini la ricetta per poter avere tutte le donne ai suoi piedi. Frattanto il musicista ha dedicato una canzone a Bella, che informa della cosa Anna Elisa. La principessa, iratissima, ordina che Paganini venga arrestato, ma poi se ne pente e revoca l’arresto. Paganini, al solo pensiero di poter essere portato in prigione, si rifugia in una taverna malfamata.
L’impresario Bartucci, che è con lui, gli consiglia di dedicarsi esclusivamente alla musica a di non lasciarsi distrarre dalle passioni amorose. Bella, nel frattempo, diventa marchesa, sposando Pimpinelli, mentre riappare per l’ultima volta Anna Elisa. La donna vuole rivedere ancora il suo Niccolò: per lei Paganini è stato il vero e unico amore.

Questa operetta segna il ritorno di Lehàr agli antichi splendori. Ritroviamo in questo lavoro il nitido compositore di canore melodie, di ampi tempi di valzer, di poderosi dialogati. Dopo il primo atto si alleggerisce la massa musicale: agilità sapiente inframmezzata da graziosi “ballets” tra una meravigliosa romanza “se le donne vo’ baciar” ed un duetto tra tenore e soprano di squisita dolcezza. Il libretto, piuttosto romanzesco, offre un tributo all’Italia – terra benefica e solare – e dà l’opportunità all’autore di esprimere una ricca quantità di idee musicali (si pensi alla musicalità all’italiana della tarantella del terzo atto) da ricordare tra le più preziose e sempreverdi dell’intera produzione operettistica mitteleuropea.

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